mercoledì 7 giugno 2017

Glò thinking - Via col vento, ovvero "Scusa, ma che libro hai letto"


Pochi giorni fa la mia manifesta intolleranza ai social si è concretizzata nell'ennesima presa di coscienza che quando parliamo di lettori, in verità non stiamo parlando di nulla.
Sì, nulla, avete capito perfettamente. Il vuoto. Non esiste la categoria "lettori", ma un'ombra troppo composita della stessa che non permette alcun ragionamento generico.


Mi sono arrabbiata, dite? No, mi sono proprio rotta le scatole.
Il fatto è insulso, direi che non sussiste neppure e la persona implicata è assolta. Per il fatto. Se invece l'episodio viene valutato in una prospettiva diversa, possiamo ragionare su alcune questioni interessanti.

Via col vento, lo avete letto? Lo consigliate? Questa la partenza. Dopo numerosi commenti, la maggior parte dei quali inutile (bellissimo, ti innamorerai, meglio del film, meglio il film), provo ad azzardare un pensiero più articolato e scrivo che, oltre alla solita questione preferenza/differenza tra libro - film, in questo caso specifico il libro permette di avere una panoramica su atmosfere e storia di quel periodo, e che forse la lettura potrebbe riservare alcuni fastidi per presunte "scorrettezze".
Premetto che, qualora l'oggetto di una recensione fosse pure la Bibbia, fare spoiler corrisponde a impersonificare il diavolo. Quindi in un contesto di social tendo a dare opinione, spunto e possibilmente un input a guardare oltre (se io ho visto ALTRO in quella storia, non perché io sia onnipotente e onnisciente).
L'accenno che tentavo di proporre, si riferiva alle accuse di razzismo che patì la Mitchell a proposito di Via col vento.
Tempo di postare il commento, penso 3 secondi netti dopo, una simpatica amica mi scrive, secco secco: scusa ma che libro hai letto. Col punto fermo, sì.

A un primo impatto verrebbe da rispondere adeguatamente, ma la mia intolleranza da social (guardate che la intendo come malattia) ha fatto sì che cancellassi il mio intervento, e basta così. Penso che sia poco costruttivo parlare di libri come se si trattasse di un paio di scarpe: belle?, le volevo tacco 12, bellissime, ne ho 100 paia assortite. Eppure non di rado librerie e quantità di tomi letti vengono esibiti allo stesso modo.
Non è possibile alcuna interazione a un livello così basso, secondo me, se il contesto è quello di un gruppo di persone che amano la lettura.

Questo l'antefatto, cui sono seguiti fastidio e ideazione del post.


Dal sito Fondazione Arnoldo Mondadori, QB - Quanto Basta su Margaret Mitchell, cito le parole scritte da Maria Elena Daverio e dedicate a questo capolavoro:

All’inizio dell’estate di settantacinque anni fa Macmillan pubblicava il libro di una piccola e agguerrita signora americana destinato a diventare in breve tempo un caso editoriale planetario e un pilastro della memoria collettiva. Via col vento, tradotto e dato alle stampe da Mondadori nel 1937, insieme alla più nota pellicola che ne è stata tratta, è «un’insolita combinazione di un romanzo di prima classe con un film di prima classe», un successo così pervasivo da aver oscurato Margaret Mitchell.
Questo QB rende omaggio alla scrittrice che nella sua breve vita consegnò un solo libro. Ma è anche una riflessione sull’identità di un popolo, quello americano, risorto dalle ceneri della Guerra di secessione. Goffredo Parise definiva Via col vento «una specie di Guerra e pace o meglio di Gattopardo, ma americano». Alla fine del 2010 dalle pagine domenicali del Sole 24 ore Umberto Eco, interrogato sulla difficoltà di delineare un’“identità italiana” in tempi di globalità, afferma: «Gli Stati Uniti hanno avuto una guerra civile, e tragica, ma già col romanzo di Margaret Mitchell del 1936 e tre anni dopo col filmone, Via col vento, prodotto da Selznick, provarono a darsi una visione unitaria, nazionale, dove yankee e confederati potessero darsi conto reciprocamente delle ragioni».

Sapete com'è nato Via col vento? Grazie ad una frattura piuttosto seria alla caviglia appartenuta alla Mitchell! 😃
Costretta all'immobilità per moltissimi mesi, Margaret vince la noia iniziando la stesura, che la impegnerà per ben tre anni ovvero fino al 1929, del suo unico romanzo. Scarlett le corrisponde, in lei la scrittrice infonde la propria passionalità e la propria ribellione e lo spirito femminista che le ha trasmesso la madre.

Le vicende sono collocate in uno sfondo che Margaret padroneggia: il periodo che copre integralmente la Guerra Civile americana, a lei ben noto dal momento che cresce ad Atlanta un quarantennio dopo la fine dei conflitti. Fin da ragazzina si interessa alla storia locale e si fa raccontare le eroiche imprese dei confederati.

Il libro fu pubblicato nel 1936, in seguito ad una vera e propria soffiata circa l'esistenza del manoscritto: nel '35 un rappresentante della CE Macmillan, in occasione di un viaggio  per il paese alla ricerca di nuovi autori, fa tappa ad Atlanta e qui la direttrice della filiale è anche un'amica di famiglia della Mitchell...
Family on Smith's Plantation, Beaufort, South Carolina, circa 1862. Image courtesy of the Library of Congress and learnnc.org. - Wikipedia
La storia è raccontata dalla parte dell'élite dei ricchi proprietari dei campi di cotone, che per volere di Dio, così affermano e di ciò sono convinti nell'intimo, possono disporre della vita dei rispettivi schiavi, manodopera necessaria al proprio benessere. Questa percezione oggi naturalmente ci fa rabbrividire, ma dobbiamo tenerne conto per compendere la mentalità allora diffusa. Uno dei temi centrali è l'amore per la terra, ciò che permette ai grandi proprietari di rimanere liberi imprenditori, anche in contrapposizione agli yankee del nord, faccendieri col culto del denaro. Questa è un'estrema semplificazione, lo so bene.
Così, Via col vento rappresenta la storia e la celebrazione di un mondo decaduto, fatto di privilegi e lusso e prestigio perduti.
Rossella e Melania sono figure complementari, che rappresentano due modi femminili estremi: la ragazza civettuola, bellissima e corteggiata che non accetta però di sottostare al giogo maschile, e la ragazza nata per essere l'angelo del focolare, rassicurante, gradevole ma non bella, disposta alla rinuncia per il bene dei suoi cari.  Insomma, il femminile tra Lilith ed Ester! 😈
Rossella è capricciosa, affascinante, isterica, cinica, spregiudicata eppure adorabile. Ma poi incontra Rhett ^_^
E come è possibile non tifare per lui?

"Rhett ebbe l'aria infastidita.
- Tutte le guerre sono sacre - replicò. - Per quelli che debbono combatterle. Se coloro che cominciano una guerra non la dichiarassero sacra, chi sarebbe tanto sciocco da andare a battersi? Ma checché dicano gli oratori agli idioti che vanno a farsi ammazzare, qualunque sia il nobile scopo che assegnano alla guerra, la ragione di questa è sempre una sola. Il denaro. Tutte le guerre non sono che questioni di quattrini. Ma poca gente se ne rende conto. Le loro orecchie sono troppo piene di squilli di tromba e di rullar di tamburi e delle belle parole degli oratori che rimangono a casa. A volte il grido di guerra è: "Liberiamo il Sepolcro di Cristo dagli Infedeli!"; altre volte "Abbasso il Papato!"; altre volte ancora: "Libertà!" e qualche volta anche: "Cotone, schiavismo e Diritti di Stato!"-"

Non sappiamo se egli sia intimamente un uomo che ripudia la guerra, oppure un uomo che ha saputo aprire gli occhi prima degli altri.

Per ribadire quanto accennato col mio commento non gradito, ricordo che molte sono le differenze tra libro e versione cinematografica.
Ad esempio la Mitchell si sofferma sulle origini della fortuna della famiglia O'Hara, raccontandoci le avventure che hanno trasformato Gerald, partito povero dall'Irlanda, in un ricco possidente.
Il ruolo di Rhett rispetto alla partecipazione alla guerra è ridotto, la sua stessa relazione con la prostituta Bella diventa quasi un siparietto. E per essere molto chiari, nel film non v'è traccia del Ku Klux Klan.
E ora passo alla questione spinosa: Via col vento è in verità un libro assai politico, che rappresenta la parte sconfitta, quella degli schiavisti, i sudisti, spesso messi a confronto con gli yankee senza valori del Nord. Esiste una sorta di corrente ideologica chiamata Lost Cause, che mitizza le azioni confederate, quali strenue e disperato tentativo degli uomini del Sud di difendere quasi romanticamente i propri valori - la terra e l'onore - dagli spietati nordisti portatori degli anti-valori legati allo sviluppo industriale.
In quest'ottica la schiavitù viene rappresentata come istituzione che lega e tutela padroni e afroamericani.
Il romanzo è stato aspramente criticato per la stereotipizzazione degli schiavi africani, si faccia riferimento, ad esempio, a questo passaggio:

"Vecchi contadini negri, lasciati senza difesa dai loro figliuoli, sbalorditi e terrorizzati, sedevano sugli orli dei marciapiedi e gridavano alle signore che passavano: - Mistis, per carità, Madama, scrivere a mio vecchio badrone in Contea Fayette che io essere qui. Lui venire a riprendere suo vecchio negro. Per carità, io non volere questa libertà! -"

Molti inoltre sono i critici che ritengono che la Mitchell abbia minimizzato il ruolo violento del Ku Klux Klan; infine, pare che il libro sia stato vietato in alcune scuole americane.

Capite come sia difficile dare un'interpretazione univoca di questo libro grandioso.
E allora, di che cosa parliamo quando parliamo dell'esperienza della lettura?

27 commenti:

  1. Parliamo di qualcosa che ci segna nel profondo. Che ci insegna non solo parole nuove ma realtà diverse, modidivuvere, pensare reagire.
    Parliamodi storie che ciaprono gliocchi della mente, ci fanno sog are. Vedere oltre, vedere il "di più".

    Mi hai incuriosito. tra i molti libri e ebook in attesa di lettura questo ci deve essere.non mi ci sono ancora dedicata però.

    Non te la prendere Glo. Capitano sovente incontri non riusciti 😉
    Ciaoooo

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    1. Non parliamo di incontri non riusciti perché non è aria nemmeno per me 😅
      Ma non è riferito al blog sia ben chiaro 😁

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    2. Grazie mille Pat per la tua risposta; per altro quello che dici è assolutamente nelle mie corde, lo condivido e sottoscrivo. Il senso di questo post è composito, mi interessava sottolineare come non sia sufficiente dirsi lettori o vantarsi di essere tali, perché spesso in realtà si finisce per banalizzare l'esperienza stessa.
      L'episodio in sé mi ha semplicemente ricordato che non sono a mio agio in contesti social affollati, mi pare di perdere tempo, spesso non sempre. Eppure è anche un peccato perché nel marasma vi sono persone deliziose che sanno e vogliono condividere il loro sapere: le leggerò comunque.

      Sul romanzo si potrebbe dire ancora moltissimo, anzi... oggi chiacchieravo con due amiche blogger che forse ci regaleranno loro riflessioni in futuro! *_*
      Ovviamente è un libro - fiume, ma che io ricordi (l'ho letto un po' di tempo fa, Paolo mi chiederebbe: "Sì, ma di quale era?" XD) scorre ed è avvincente. Senza tralasciare la favolosa Rossella, una vera adorabile peste XD

      Ancora grazie e buona serata, ciao! <3

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    3. @ Marina: quoque tu, dunque XD I cattivi incontri purtroppo capitano XD
      Come dicevo a Pat, più che l'episodio in sé, mi lascia perplessa l'atteggiamento diffuso verso la lettura, nonostante sia lecito tutto (non leggere, non terminare un libro, svagarsi soltanto...). Penso a titoli famosi come questo di cui si parla, ma altri classici, da Guerra e pace ai Karamazov, e noto quanto spesso se ne parli quasi per "sentito dire", ripetendo quello che altri dicono, sia in positivo che in negativo, senza trovare nulla di originale. Parlo ovviamente di una tendenza notata tra chi si dichiara "lettore" forte o quasi, non quindi occasionale :P
      E insomma...
      Ciao e grazie ^_^

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  2. Non dovevi cancellare quel post: il tuo intervento era giusto e legittimo, semmai sciocco è insensato quello altrui. Non so, anch'io noto che spesso un'opinione viene bacchettata senza una ragione concreta. Al limite, la commentatrice poteva approfondire un po' di più le ragioni del proprio commento, poteva essere interessante capire cosa invece avesse rintracciato lei nel libro, perché è come dici tu: spesso ci si professa lettori quando, poi, non si è in grado di penetrare dentro una lettura.
    In merito a "Via col vento", io ho visto solo il film, non ho mai letto il libro, ma non v'è ragione di credere (anche perché tutto comprovato dalle documentazioni a riguardo) che a monte non ci siano state davvero polemiche né che siano volate accuse di razzismo per la Mitchell.
    Poi tu sei scrupolosa, meticolosa, curi gli approfondimenti, sai di cosa parli, insomma, cosa che non tutti sono in grado di fare.

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    1. Ciao Marina! In verità ho cancellato il commento per stanchezza e usura XD Ho pensato tra me: ma chi me lo fa fare di perdere tempo in questo modo, tanto è inutile :D Il post di partenza non era neppure il mio, quindi la simpatica amica è proprio intervenuta a gamba tesa sulla mia opinione, senza chiedermene ragione. Il mio contributo poteva essere scritto "male", non comprensibile, ci mancherebbe: ma perché non chiedermi spiegazione e bollarmi come imbecille con tre parole in croce? Ecco, basta così per me :D Io non sono una che insiste, quando capisco che non sono gradita levo le tende e proseguo in altra direzione. Il tenore degli altri commenti era assai simile a quello suggerito in questo post, mi pareva di fare la solita persona snob, che deve mostrare "che sa" e far lezione. Non mi interessa propormi in questa veste, semplicemente quello non è il contesto giusto per come intendo la comunicazione e lo scambio. Sbaglio io (>se ricordi :D)

      Via col vento è un'ottima lettura, ho voluto qui proporre alcune suggestioni sia per dimostrare quanto sia complesso formulare un "giudizio" secco su libri stra-noti, sia per rimarcare che oltre agli amori nel librone c'è tanto di più! Si potrebbe dire che fotografa la mentalità di quella "casta", a quell'altezza, diventando una sorta di preziosa documentazione per la storia sociale.

      Quello che mi sembra è che ci sia scarso interesse per la lettura intesa come "esperienza", nemmeno mi pare di cogliere curiosità per il Sapere: nonostante i limiti risaputi del web, è pure vero che consentirebbe di spaziare e allargare le nostre menti.

      E grazie mille <3

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  3. Glò, ti dirò che a me i social stanno cominciando a stancarmi. Come te, dico che è un peccato in quanto è un modo per rimanere in contatto con gli altri in modo semplice e veloce, ma c'è sempre questo sguardo giudicante su che cosa si scrive che trovo insopportabile. A me una volta è stato rimproverato su Fb, non troppo velatamente, di continuare a postare "imperterrita" brani su arte e letteratura quando, insomma, il mondo sta andando a rotoli, ma dove vivi, non rendi conto di che cosa succede? In una parola, invece che "una risata vi seppellirà", "Facebook ci salverà".

    Per quanto riguarda Via col Vento non ho letto il libro, ma ho visto il film; e quanto leggo sono molto diversi uno dall'altro in alcuni aspetti, come spesso accade. Ho appena letto Medicus di Noah Gordon e il film ci azzecca poco o nulla. Il romanzo è un capolavoro.

    Comunque non capisco le persone che leggono romanzi scritti da contemporanei e poi si irritano delle posizioni espresse. Ciascuno di noi è figlio del proprio tempo. A me può anche irritare la posizione misogina di Mercier in alcuni passaggi di Tableu de Paris nei confronti delle donne, ma quella era l'opinione corrente, anche da parte di una persona di mentalità aperta e che conduceva inchieste di carattere sociale. Le donne erano tenute ai margini della società persino dai nostri ometti rivoluzionari, e si erano dovute conquistare il proprio spazio con le unghie e con i denti. E' Storia, ed è proprio questa la funzione degli studi storici, quella di indurci a vedere tutti i punti di vista e a riflettere sul periodo, e sul cammino che abbiamo compiuto fino a oggi e su quanto rimane ancora da fare.

    Il tuo post mi ha fatto venire in mente La via del tabacco, un romanzo dello scrittore statunitense Erskine Caldwell, pubblicato nel 1932, cui avevo accennato nel blog. Parla di una famiglia di miserabili che vivono in una catapecchia ai bordi del fiume Savannah, ormai ridotti a uno stadio primitivo dell'esistenza. A me è piaciuto moltissimo, anche se i personaggi e le situazioni sono sgradevoli dall'inizio alla fine; ma ho letto che lo scrittore fu bersagliato dagli insulti in quanto aveva tracciato un ritratto scomodo in cui si capiva molto bene come l'American dream fosse ormai un fallimento.

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    1. Questa situazione, criticare chi sulla propria bacheca pubblica articoli, immagini o approfondimenti legati principalmente o esclusivamente a una passione, la conosco e la detesto: ho amici redarguiti aspramente perché - da forti lettori - aggiungono citazioni tratte da autori e/o libri preferiti e non scrivono nulla sulla tragedia del giorno. Ma ho anche letto critiche a chi posta foto dei propri viaggi, qui evidente è l'invidia. Spesso la critica è accompagnata da una morale spicciola, che dovrebbe far vergognare la persona accusata. Senza parole.
      In verità, sarebbe così semplice commentare e partecipare solo quando si ha qualcosa di costruttivo (anche in senso critico) da aggiungere. Ma no, che scherziamo. Esiste poi la libertà di andare oltre e trovare spazi più congeniali, non occorre(rebbe?) mettere becco ovunque.

      Alcuni romanzi sono preziosi perché, pur non rientrando nella saggistica, possono fornire, e forse in modo più eclatante e coinvolgente, suggestioni sulla mentalità, sulle atmosfere, sulla vita quotidiana di comunità ed epoche più o meno lontane. Questo è un valore aggiunto che secondo me non tutti i lettori ricercano, anzi... penso spesso sia in qualche modo messo a tacere e aggirato, verso una lettura più banale della storia raccontata.

      E la contraddizione è insita nell'uomo, ma bisogna pure cercare di "comprenderla": ciò che oggi ci infastidisce (giustamente!) deve essere collocato storicamente, altrimenti si fa un'operazione erronea, ovvero si utilizzano strumenti contemporanei (dalla morale ad aspetti prettamente tecnici) e li si applicano a-criticamente.

      Ho visto La via del tabacco, film, e mi son ripromessa di leggere il libro; ho perfettamente idea di quel che scrivi in proposito, visto che il film enfatizza in maniera quasi caricaturale quell'ignoranza, attirandosi critiche feroci.

      Grazie mille per il tuo contributo! *_*

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    2. Spesso i romanzi che cercavano di demolire il mito americano venivano criticati per questo.
      Quanto ai social... io mi diverto con twitter perché ho pochissime interazion, lo uso solo come fonte di notizie. A fb sono diventata allergica!

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    3. Ciao Silvia! ^^
      Non essendo un'esperta di letteratura americana a livello accademico-critico, cerco di colmare le tante lacune ad ogni occasione!
      L'anno scorso ho letto quel meraviglioso La Baia di Michener che mi è stato utilissimo per intravedere una sorta di linea di sviluppo proprio in relazione al "mito americano".
      Ho intenzione di leggere un po' di saggista prossimamente!

      Fb non è il Male, io sono abbastanza "empaticamente partecipativa" e quindi, sapendo che il contesto social è quello che è, sbaglio io ;) Però imparerò a gestirmi meglio :D

      Grazie mille e alla prossima ^_^

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  4. Un romanzo, in quanto espressione del pensiero dell'autore, può spesso risultare "sgradevole" a chi ha opinioni diverse rispetto alle sue.
    Se poi facciamo riferimento a epoche diverse la questione diventa ancora più complessa poiché certi concetti oggi considerati iniqui in un'altra epoca magari non lo erano.
    In America sono molto sensibili su questo argomento perché è un paese multietnico, ma quando si parla di neri (anzi: afroamericani, in attesa del prossimo nome più politically correct) la questione diventa ancora più problematica. Perché i neri per quasi tre secoli sono stati schiavi, trattati come tali e considerati inferiori intellettualmente (ma non soltanto da razzisti del ku klux klan: anche Thomas Jefferson, colui che scrisse la dichiarazione di indipendenza, scrisse anche che i meri avevano un livello di sviluppo inferiore ed erano "adatti" a essere utilizzati come schiavi; molti presidenti americani hanno avuto schiavi neri).
    Ecco, giustamente dal punto di vista dei neri non basta che si dica "erano altri tempi". Loro hanno subito materialmente schiavitù, discriminazione e segregazione, pertanto ritengono che chiunque neghi questo fatto o lo giustifichi deve renderne conto almeno sul piano etico, sia pure in un processo postumo.
    La Mitchell ha esaltato l'ideale (sin troppo idealizzato in realtà come ho avuto modo di verificare leggendo diversi articoli sull'argomento) del vecchio sud americano, però ognuno si deve assumere la responsabilità di ciò che scrive.
    Fatta tale premessa, il valore di un'opera letteraria talvolta supera l'aspetto etico.
    "Piattaforma" di Michel Houellebecq è di fatto una raffinata elegia del turismo sessuale in Thailandia. Personalmente l'ho trovato un capolavoro letterariamente parlando. Riguardo gli aspetti etici, beh, ovviamente ha ricevuto la sua dose di critiche e d'altronde è la giusta conseguenza di ogni affermazione: provocare reazioni negli altri, sdegnate se l'affermazione era politicamente Scorretta.

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    1. Esattamente Ariano, la grandezza del libro in questione non sta certamente in quella deriva verso la Lost Cause, ma indubbiamente, se lo leggiamo in modo critico e consapevole, può fornirci utili strumenti per comprendere perché allora le cose andavano in un certo modo. Non necessariamente dobbiamo stare dalla parte dello scrittore, anzi... io spesso trovo molto stimolante non essere in sintonia con le idee espresse: è motivo di indagine sulla mia stessa persona, il mio limitato orizzonte mentale.
      A proposito della tua nota su Jefferson, l'autunno scorso ho letto il bellerrimo La baia di Michener, altro tomone che racconta uno spaccato consistente di storia americana. L'autore ha compiuto studi in loco, ha ascoltato racconti di testimoni quando possibile, si è perso in archivi e biblioteche e ha visitato i luoghi personalmente. Una ricostruzione storica attraverso la forma romanzo. La tematica sulla schiavitù è assai presente, anche qui emerge la contrapposizione dei valori Nordisti-Sudisti, per farla breve dirò soltanto che un libro scolastico - A Modern Geography, pubblicato a New York nel 1835 - utilizzato comunemente negli stati confederati proponeva argomentazioni simili:

      Inglesi: intelligenti, coraggiosi, industriosi e intraprendenti.
      Scozzesi: moderati, industriosi, vigorosi e intraprendenti. Capaci di distinguersi per l’educazione generale e per la moralità.
      Gallesi: appassionati, onesti, coraggiosi e ospitali.
      [...]
      Irlandesi: svelti a imparare, attivi, coraggiosi e ospitali. Ma passionali, ignoranti, vanitosi e superstiziosi.
      Spagnoli: moderati, gravi, cortesi e fedeli alla parola data. Ma ignoranti, superbi, superstiziosi e vendicativi.
      Italiani: affabili e gentili. Eccellono nella musica, nella pittura e nella scultura. Ma effeminati, superstiziosi, servili e vendicativi.

      Jake non trovava niente da ridire in quelle definizioni. Senza dubbio gli irlandesi che abitavano al margine della città erano appassionati, ignoranti e ospitali, ma il maestro Caveny non era di quel parere. «Voglio che tutti voi con la penna cancelliate le parole dopo irlandesi» disse, «perché l’autore ne sapeva molto poco, di questo argomento. Scrivete invece: “Arguti, religiosi, generosi fino all'eccesso, di mente svelta, fedeli sino alla morte. Ma di temperamento violento, specie quando vengono bistrattati dagli inglesi”». Per gli italiani e gli spagnoli non ci furono correzioni.


      Indubbiamente tutto ciò appartiene al passato, lo digeriamo più facilmente rispetto a un Walter Siti o a un Michel Houellebecq, come hai ben spiegato!
      Alla fine, a me la "complessità" piace moltissimo!

      Grazie mille per il prezioso contributo! ^^

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  5. Sorvolo sulla questione dei gruppi fb, magari mi limito a dirti che non da tempo non ci perdo più neanche un minuto.
    Andiamo invece a questo post. Hai scritto molte cose che integrerò nel "postone" che da tempo sto progettando. Sì, perché questo romanzo, nato per caso in un periodo di convalescenza, dalla penna di una intelligentissima donna che per passatempo si dà alla scrittura, è un capolavoro di storia e politica, hai ragione.
    Il film, grande produzione hollywoodiana del '39, ha cercato di calcarne le orme ma ci riesce decisamente a metà, tralasciando molta parte della trama e incentrando il racconto sulla protagonista. Devo farti un appunto: Rossella non era una bellezza, altro che bellissima. E' l'incipit fra i migliori che siano mai stati scritti suona infatti così:

    "Rossella O'Hara non era una bellezza, ma raramente gli uomini se ne accorgevano, quando, come i gemelli Carleton, subivano il suo fascino."

    Rossella rappresenta la forza del sud, il limite del romanzo sta nelle visione di parte della Mitchell, come tu scrivi.

    P. S. Sei troppo intelligente per quei gruppi. Cassali tutti.

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    1. Luz, hai ragione sui gruppi ma devo anche riconoscere che sbaglio io per prima, perdendo tempo in contesti che palesemente sono fatti in un certo modo, quindi... se decido di parteciparvi devo anche aspettarmi incontri di vario tipo, pure del terzo XD

      Hai fatto benissimo ad appuntarmi! XD Per altro, l'incipit è celebre e lo conosco a memoria: Rossella non era una bellezza, ma era ammaliante. A mia discolpa chiamo in causa l'immaginario cinematografico e la Vivien XD

      Diciamo che la Mitchell è una donna di Atlanta, fino al midollo, e che questo è il suo limite quale persona legata alla sua terra. E trovo che sia interessantissimo avere a che fare con scrittori e romanzi di questo tipo, possono essere un'occasione non da poco per noi lettori: trovare un quid umano, che manca alla saggistica, e che permette un tentativo di comprensione dell'Altro.

      Grazie mille!!! ^_^

      P.S.: se non avessi cliccato, ti consiglio di curiosare il QB citato, che presenta molti approfondimenti e curiosità su autrice e romanzo ;) Attendo il tuo futuro postone *__*

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    2. Il punto è che troppo si fa coincidere il libro col film e tendiamo a individuare nella Leigh la movimentata Scarlett. Io da quando lessi il romanzo, collocai il film in un altro contesto, quello appunto del mondo patinato di David O'Selznick.

      Grazie a te per questo confronto!

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    3. Ho dato un'occhiata a QB... una fucina di curiosità! :)

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    4. Ma grazie a te!
      Questo libro offre moltissimi spunti, anche quello relativo al rapporto con le riduzioni cinematografiche: ci sono libri conosciuti "per, attraverso" il film, così potente quest'ultimo da adombrarli (lo dico al di là di un possibile valore qualitativo).

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  6. Il libro non l'ho mai letto e quindi non riesco a dare un giudizio. Non dare mai peso agli altri e vai avanti sempre con la tua opinione, sembra che oggi la massa sia troppo omologata e poco propensa a pensare con la propria testa.
    Ciao a presto.

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    1. Cavaliere, mi permetto di suggerirtene la lettura, perché veramente è altro rispetto al film cult!
      Hai ragione, spesso il contrasto deriva dall'avere un'idea più articolata o comunque non comune. Dalla diversità potrebbe prendere il via un sano dibattito, un vero scambio di idee, molto spesso si finisce per liquidare con parole sgradevoli chi non la pensa nello stesso modo...

      Grazie e buona serata, a presto ^_^

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  7. che dire...?
    decisamente troppo spazio, e troppa libertà è stata data alla gente, che si sente legittimata ad una critica più che spietata, ignorante

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    1. Esattamente, il fastidio provato è misto a una rassegnazione rispetto all'uso discutibile che si fa del mezzo/web. Le critiche ben vengano, non sono esente da errori e non disdegno un sano confronto, anche agguerrito! Ma in quel modo, s'è spenta la mia fiammella "partecipativa" :D

      Grazie Pata e buona serata! ^_^

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  8. è sempre più difficile sopportare la pochezza dei social, vero è che se chi cerca di portare il dibattito sulla discussione si tira indietro presto lì dentro ci sarà solamente robaccia. Se poi pensiamo che oramai Fb e company stanno diventando anche strumento di propaganda elettorale siamo fritti...
    un saluto

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    1. Ciao Ernest! Sì, la partecipazione motivata sarebbe auspicabile e io per prima capisco che isolandomi non faccio nulla di buono ;) Al momento mi sembra che la mia presenza sia inutile e sgradita, per me corrisponde a una perdita di tempo. Sempre nello stesso contesto, un utente ha commentato un mio post dicendo che era confuso, ho chiesto motivazioni e mi ha riscritto (giuro, riscritto!) il testo, con l'aggiunta di "visto che me lo chiedi". Sai com'è... una cosa, un'altra, un'altra ancora, poi veramente basta :D
      Grazie mille e a presto! ^_^

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  9. Mhhh... premesso che il post è molto bello e fai venir voglia di leggere il libro che io non ho letto.., voglio risponderti solo sui social. Éinutile incaponirsi, se non ci piacciono non bisogna frequentarli. Non vale la pena sentirsi offesi, in gruppi di migliaia di persone si parla spesso a vanvera, ma basta evitarli, davvero..

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    1. Ciao Giulia! ^_^ Sono assai contenta che il post ti abbia motivato a recuperare questo romanzo, davvero un libro interessante e ricco!
      Per quanto riguarda i social, hai perfettamente ragione!
      Grazie e buon week end :D

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  10. Innanzitutto ti ringrazio per il commento di oggi che sottolinea il marcio che c'è nel web. Per quanto riguarda " Via col vento" lessi il libro dopo aver visto il film, che non può certo paragonarsi alla levatura sociale e politica espressa nelle parole anche sottintese della Mitchell. Quel periodo della secessione americana è forse il periodo più alto della loro storia, ma dubito che, tra coloro che hanno visto solo il film molti abbiano colto la differeza.
    Tu sei una pura critica letteraria.
    Cristiana

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    1. Ciao Cristiana, il commento da te è sgorgato spontaneamente! :D
      Via col vento è un libro che per quanto mi riguarda ha molto da dire, soprattutto se si è interessati alla cultura americana, perché ci permette di addentrarci in questioni non troppo note. Il film, che è indubbiamente il cult che tutti sappiamo, ha un taglio completamente differente, temo che molte persone siano state dissuase a leggere il romanzo in conseguenza, un peccato!
      Ti ringrazio moltissimo per il complimento enorme, cerco soltanto di proporre buon materiale, per quanto le mie conoscenze e possibilità me lo consentano! Grazie davvero *__*
      Alla prossima e buona serata ^_^

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