giovedì 6 ottobre 2016

Glò thinking - Lettori, scrittori e blog

Utilizzare social e il web in senso generale per un'appassionata della lettura come me è una possibilità non indifferente: posso riferirmi a siti autorevoli di critica letteraria, farmi un'idea grazie alle opinioni di chi legge (nella diversità composita di questa sorta di categoria), utilizzare alcuni dati interessanti che emergono dalle classifiche di vendita, interagire con persone che amano o odiano i libri che ho letto. E chissà quanto altro ancora sarebbe da elencare.

L'esperienza del blog mi ha permesso di entrare più direttamente in contatto con una parte della piccola editoria e di autori esordienti o autoprodotti, ne ho ottima considerazione (seguiranno alcune curiosità) ma non ho mai abbandonato la lettura dei titoli classici, degli autori contemporanei, della saggistica, sempre scegliendo con consapevolezza.


Tra le discussioni più frequenti ve ne sono alcune che in qualche misura fatico a comprendere e che creano fratture tra chi scrive e chi legge, anche in combinazione varia XD

Si va dall'idea che tutti quelli che scrivono siano in qualche modo sullo stesso piano, alla pari (ciò che la dice lunga sull'ego immenso di alcuni scrittori e sulla scarsa capacità critica di alcuni lettori); che l'etichetta del genere attribuito al libro possa essere una sorta di garanzia (e qui la distinzione è: di vendita per lo scrittore, di gusto azzeccato per il lettore); che io in quanto scrittore abbia potere di vita e di morte (ossia "questo c'è scritto: non lo capisci, tu, infimo lettore?") sulla mia opera non tenendo conto che chi legge è un'altra persona per formazione, cultura, interessi ecc.

Forse è bene che io specifichi che le considerazioni sono basate sulla mia diretta esperienza e che si riferiscono a un panorama molto vasto, perciò stesso sono limitate e volendo banali.
Quando qualcuno propone di leggere un suo scritto, inizio a preoccuparmi: con chi avrò a che fare? Con un individuo che sa mettersi in gioco sul serio, pronto ad accettare le mie opinioni (lasciamo perdere la correzione dei refusi, che mi pare una cavolata)? Oppure ho di fronte chi chiede per avere conferme ma non ascolta assolutamente se faccio osservazioni ad esempio su qualche passaggio poco chiaro? Può interessare - a me - danneggiare uno scrittore volutamente e, se così fosse, perché lo stesso non sceglie accuratamente chi sia idoneo a tale operazione?

Parlo adesso della mia esperienza nel blog, che è totalmente positiva a riguardo: le persone che mi/ci hanno contattato spesso hanno instaurato un legame o comunque hanno interagito attraverso mail e/o commenti, hanno dimostrato di apprezzare il mio/nostro impegno e la nostra serietà.
Non credo mi abbiate mai letta fare panegirici di quel che facciamo qui e nemmeno in questo contesto la mia intenzione è quella: vorrei far capire che le cose funzionano se le parti sono interessate a comunicare, perché è vero che io metto a disposizione il mio/nostro spazio e tempo (lettura, pensiero, stesura), ma non sono IL padrone di nulla. A me/noi interessa capire, costruire e dare una voce a chi mi/ci ha convinto per le motivazioni più disparate (bravura, impegno, positività).

La persona che ci contatta è reale, ha sogni ed esigenze, chiedo soltanto che rispetti le quattro regole scritte in Segnalando, e posso farlo da padrone di casa. Ma il resto, l'empatia in primis, si crea per volontà.

Ringrazio chi ci ha contattato, dalle piccole CE agli autori (anche chi sta attendendo con pazienza XD), perché leggere le loro proposte mi ha permesso di capire che oltre le letture magne (per qualità letteraria, per visibilità/sponsorizzazione...) c'è un mondo spesso più vitale e interessante che raffigura la realtà contemporanea, al di là di ogni possibile giudizio o analisi peculiare su un singolo libro.
E per finire...


41 commenti:

  1. Mi sei piaciuta. Sai come la penso, ne abbiamo parlato molte volte. Ho sempre lodato questo tuo/vostro modo di promuovere chi ha poca voce e risonanza nel modo dell'editoria.

    P.S.
    Se a qualcuno venisse in mente che queste mie affermazioni sono mera piaggeria, ebbene, Glò può confermare che per il tipo di rapporto che si è instaurato ho detto esplicitamente che non vorrei che la nostra Libreria si occupasse del mio romanzetto. Vengo qui come amico e tanto mi basta. Questo siparietto che offro è a beneficio di taluni personaggi amanti della polemica.

    Post scriptum del post scriptum

    vale il discorso che il blogging è interazione, conoscenza, condivisione, come diceva Glò tutto dovrebbe essere all'insegna della buona educazione e del garbo. Le critiche, anche le più dolorose, sempre proposte in un clima costruttivo, e sopratutto opportune.
    Ribadisco l'apprezzamento per questo post che in qualche modo stabilisce dei confini oltre che a essere un'onesta dichiarazione di intenti.
    Uff, devo riprendermi da questo momento di serietà, non ci sono abituato 😉

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    1. Ciao Max! Confermo che il post è nato per chiarire meglio che cosa facciamo noi qui, anche rispetto ad alcune voci parecchio negative che leggo in ogni dove (non a caso ho specificato all'inizio) su self publishing ecc. Ecco, io da lettore e gestore di questo blog non ho avuto esperienze pessime. E volevo che fosse ben chiaro, proprio perché non passi l'idea che qui si fa "tanto per" e si accontenta chiunque.
      Per quello che riguarda chi scrive, io ne ho pieno rispetto: infatti se decido di leggere quello che mi si propone tengo conto di tutto (dai pregressi, ai miei gusti, alla tipologia di scritto...) per dare la mia opinione. Se tenessi fermo, come massimo esempio, I fratelli Karamazov sarei una folle.
      Da questo derivano altre questioni, delle quali parlerò in risposta ad altri interventi qui sotto ;)

      Dì la verità... non mi sottoponi il tuo libro perché ti faccio paura eh??? XD (Tu che sai quanto sono stupidina, quindi ne riderai, son sicura ;) )
      Grazie per il tuo contributo ^^

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    2. Hahahaha tu ci scherzi ma sì, ho pauraaaaa. No scherzi a parte non sottopongo mai niente, quello che è arrivato è arrivato per gentilezza e cortesia dei recensori. Sono stato molto fortunato in questo. Mi è piaciuta una risposta qui sotto, quando parli di opinioni "trasversali e aeree", mi sono piegato dal ridere.
      Per i resto: scrittori, scrivete scrivete e non rompete i maroni; lettori, leggete leggete e non scaramellate i cabbasisi.😂😂😂😂
      Per fortuna sono un semplice scribacchino e non mi pongo il problema, io lavoro per vivere hehehehehe.

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    3. Bravo Max, fai bene ad avere paura XD
      E se hai avuto recensioni numerose significa che il tuo libro e il tuo "essere" nella blogosfera incuriosiscono e piacciono.

      Non capisco come mai tu ti sia piegato dal ridere, tzè! XD
      E relax a tutti! ^_^

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  2. Brava Glò, è piaciuto anche a me il tuo discorso. Se hai precisato alcune cose, sono sicura, è perché era opportuno farlo: la chiarezza non ha mai offeso nessuno, forse ha ucciso l'amor proprio di qualcuno, ma questo è solo un bene.
    Posso farti una domanda?
    Quando c'è chi vi chiede di leggere un proprio scritto, se a voi non piace lo dite oppure evitate di farlo in pubblico, comunicando il vostro giudizio privatamente, in modo da non mettere in difficoltà l'autore?
    Cioè, quello che la vostra libreria propone ha già un filtro di partenza?

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    1. Ero abbastanza certa che avresti apprezzato! ^^ Tutto quel che ho precisato deriva da una sorta di analisi fatta nel tempo tra blog, siti, social, sempre in riferimento a "chi legge" e "chi scrive": atteggiamenti di chiusura (e non vado oltre, perché non mi interessa fare psicologia spiccia) che impediscono lo scambio di idee sono all'ordine del giorno. E per come la vedo io è un gran peccato, tenendo presente che non è lo scazzo di un giorno a infastidirmi, capita anche a me. Ma se spesso leggo una stessa polemica, ripetuta senza vantaggio di nessuno... mah :P

      Provo a rispondere a quello che chiedi (preciso che: siamo in tre, abbiamo un mini regolamento pubblico > Segnalando, non siamo legati a nessuno in particolare)! :D
      Un po' di tempo fa con nostra sorpresa e soddisfazione sono arrivate le prime richieste di segnalazione-recensione: io son proprio andata in crisi! XD Abbiamo poi considerato che fare, un dietro le quinte pensato e gestito al meglio delle nostre capacità, e pian piano abbiamo cercato di modificare fino al manifesto che abbiamo scritto.
      Il filtro c'è, siamo noi prima di tutto: se abbiamo richiesta di segnalazione (o recensione) di un libro che proprio non interessa a noi come persone che leggono, diciamo semplicemente la verità. Non sappiamo quindi se è qualitativamente valido o meno. Di fondo, non leggiamo ciò che non sceglieremo MAI.
      Se diciamo che ci interessa, precisiamo una serie di cose (tempo, gusti personali...) e per finire la nostra "politica" è non distruggere un autore/libro (tra esordienti, autoprodotti ecc., ovvero chi non ha una visibilità, pubblicità da grandi CE). Specifico che qui siamo al caso di una scrittura pessima o a tipologia di scrittura che proprio non si digerisce in lettura: io non sono pagata per scrivere la mia opinione, non ci penso proprio a fare la stronza, non ne sono capace e non è il mio mestiere.
      Però, se si decide che un libro è "piaciuto", il post sarà il più sincero possibile (ed è qui che si presenta la vera difficoltà: dire senza passare per "maestrini" o rompiscatole). Fino ad ora non abbiamo avuto riscontri negativi, per fortuna.
      I rapporti con gli autori sono molto differenti: spesso ci sono scambi di mail, ma sempre a "recensione" pubblicata per quel che riguarda la "sostanza". Penso che il rispetto del lavoro e della persona passi anche dal non fare le carognate.

      Ciao Marina e grazie mille ^_^

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  3. Confesso di non averci capito molto, perché mi mancano le basi. Non ho cioè esempi concreti a cui fare riferimento per le discussioni di cui parli. Uno scrittore scrive, si pubblica o si fa pubblicare, e cerca di promuovere il proprio libro. Impelagarsi in discussioni penso sia l'ultima cosa che dovrebbe fare.

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    1. E infatti Ivano, hai centrato perfettamente. Anche se io mi riferivo a tutte le categorie citate: lettori, scrittori, blogger, opinionisti... Il bello è proporre la propria visione senza porre dei muri verso quello che è differente, sempre nel caso in cui si voglia comunicare. Questo succede "a volte": più spesso si hanno i detrattori di libro, autore, genere... magari si parla di cose che nemmeno interessano e si conoscono.
      Poi un conto è perdere per 5' la bussola, altro fare della polemica un punto di partenza fisso.
      Ciao Ivano e grazie!

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  4. Beh, il mondo è bello perché è vario e anche le teste pensanti non sono tutte uguali...
    Io non ho genere definito, non penso di essere alla pari con nessuno (non nel senso che mi senta superiore eh!, meglio precisarlo ;-) e sono sempre disponibile al dialogo, e ho notato che la naggior parte degli "autopubblicati" hanno un approccio simile al mio.
    Non so se posso cogliere l'occasione per chiedervi se avete un'opinione specifica del sottoscritto qui presente in qualità di scribacchiante...

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    1. Ariano hai esordito con il messaggio che avrei voluto dare con il post XD Il rispetto delle opinioni, si tratti di chi scrive, chi legge, chi blogga, chi commenta, e in senso molto ampio.
      A proposito della posizione di chi scrive, penso che ogni opinione avuta (NO cattiverie, NO maleducazione, ma questo è imprescindibile per me sempre) anche se a volte fa saltare un nervetto XD sia preziosa: perché magari chi legge non ha capito... questa è una partenza per chi scrive ("chi mi muove l'appunto è attendibile?", "forse posso modificare", "si capisce che non ha nemmeno letto quel che ho scritto"... e via così). Non c'è mai LA via facile, e forse questo può essere uno stimolo.
      Come già detto, io ho una buona opinione degli autoprodotti: magari sono fortunata o magari so scegliere quali libri leggere (è sarcasmo XD perché molte volte le critiche feroci provengono da chi non ha scelto consapevolmente che cosa leggere, e di ciò mi sono fatta un'idea girando tra social e affini).
      Con un po' di vergogna ti dico che non ho ancora avuto modo di leggerti (se non alcune cose sul tuo blog e sai che mi piace molto come scrivi) :P siamo comunque molto curiosi! Quindi... coi nostri tempi leggendari... XD

      Grazie del contributo e buon pomeriggio ^_^

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  5. Si legge una certa amarezza in queste riflessioni, immagino tu abbia i tuoi buoni motivi per provarla. I rapporti in rete non sono sempre facili, le discussioni non mancano, e non sempre sono costruttive. Anche a me è capitato di imbattermi in polemiche da parte di autori e di trovarle sterili, quindi forse capisco cosa vuoi dire. Credo poi che fare i recensori sia un compito molto più difficile di quello che si pensi e soprattutto delicato. Da quello che ho potuto vedere, questo blog in questo è molto equilibrato, quindi mi sorprende apprendere che ci siano state delle discussioni (recriminazioni?). In questi casi... meglio ignorare e passare oltre!

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    1. Ciao cara Maria Teresa! Direi che hai capito perfettamente la mia "amarezza" in un contesto molto articolato come quello che è rappresentato dal web. Ovviamente c'è tanto di positivo, le constatazioni sono precise e relative alle polemiche con intento distruttivo :P
      Scrivere una riflessione (recensione è un termine "troppo" per quello che cerco di fare io XD) su di uno scritto è sempre un bell'impegno, difficile quando si tratta di autori che non sono supportati da CE nota. Non si può non tenere presente che se demolisco (come ho fatto XD e che coraggio ho avuto!) il Martin Eden è ben altra questione... ci si può anche ridere voglio dire e non causo veri danni.
      Per fortuna ad ora nel blog non abbiamo avuto problemi e anzi abbiamo stretto conoscenze piacevoli! Qualche piccolo fastidio più per opinioni "trasversali e aeree" su quello che abbiamo deciso di fare qui :P
      Grazie mille e buon pomeriggio ^^

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  6. Intuisco che ci siano momenti non proprio gradevoli nel recensire, ma so che la tua intelligenza ti pone sempre al di sopra di qualunque spiacevolezza. Tu sai quanto stimi questo terzetto di cui fai parte e ancora una volta ti scrivo che è un'iniziativa onorevole quella di dedicare il proprio tempo a leggere testi di sconosciuti.
    Noto sempre più che chi scrive si ritiene a prescindere uno scrittore e questo cozza con i principi più genuini della scrittura. Che tristezza!

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    1. Cara Luz, per cominciare grazie per la stima e per il tuo apprezzare i nostri tentativi di combinare qualcosa di buono! :D
      Per quello che riguarda le "recensioni", non nego che mi sento molto più "in discussione" e in un certo modo "responsabile" quando chiacchiero di esordienti, autoprodotti e quanto altro specificato: anche per questo ho voluto raccontare qualche dettaglio in più, sia per non far passare l'idea che si facciano favori e sconti di giudizio (è proprio il mio modo di intendere il blogging che faccio qui: perché devo scrivere critiche negative quando ho da raccontare a proposito delle molte letture, soddisfacenti e oltre, fatte?), sia per dettagliare che per fare bene/provare a far bene ci vuole impegno e onestà.
      Come ho già scritto in risposta ad altri amici, finora l'esperienza è positiva e chi ci contatta si è mostrato educato, paziente (e a volte mi sento in difetto per i tempi lunghi di lettura ecc., ma tant'è...) e spesso collaborativo.
      La tua ultima osservazione è, per mia esperienza, condivisibile: è anche supportata dal fatto che sono molte le persone che scrivono e che pubblicano. E quantità / qualità vanno poco d'accordo. C'è anche una parte "buona" che dimostra umiltà, competenza, impegno e che è recettiva a quel che (chi) ha attorno.
      Grazie mille e a presto, ciao! ^_^

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  7. sergio l. duma6 ottobre 2016 14:28

    Personalmente approvo ciò che ha scritto Giò. Per quanto mi riguarda, posso solo ringraziare questo blog per avermi concesso attenzione e mi auguro che si possa continuare così, eh eh eh... condivido pure ciò che scrive Ivano Landi: un autore non dovrebbe mai impelagarsi in discussioni con il recensore, perlomeno se devono essere intese come polemiche a causa di una recensione negativa. I giudizi, positivi o negativi che siano, fanno parte del gioco e se uno scrittore non ha la forza di accettarli farebbe bene a svolgere un'altra attività. L'unico punto in cui forse divergo lievemente riguarda lo scrittore che si indispettisce se un lettore 'non capisce'. E' vero, un autore dovrebbe forse cercare di essere comprensibile ma dipende anche dal tipo di testo che intende scrivere. Voglio dire, esistono e sono esistiti scrittori che per loro scelta e per esigenze espressive sono di per sé impervi. Penso a Joyce, a Burroughs, a William Gass, a Foster Wallace e così via... in casi simili, bisogna ammetterlo, non tutti hanno la capacità di comprendere ciò che intendono esprimere ma questo, secondo me, non è una colpa dello scrittore, casomai è una pecca del lettore. In altri lidi, ho discusso con un utente che, parlando di un noto Premio Nobel della Letteratura, da lui ritenuto incomprensibile, arrivò a scrivere: 'Io non devo sforzarmi di capirlo, è lui che deve sforzarsi di essere capito dal sottoscritto. Non sono io che mi devo mettere al suo livello ma è lui che mi deve venire incontro, altrimenti non mi rispetta come lettore'. Sinceramente, ho trovato questa affermazione di un'imbecillità allucinante... in ogni caso, come ho scritto all'inizio, apprezzo molto l'intervento di Giò. A presto. :)

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    1. Caro Sergio, sai che per noi è un piacere averti qui, in più: continuerà senz'altro così, appena torneremo a pieno (o quasi XD) regime :D
      Io che sono semplice lettore non nego che a volte mi imbatto in recensioni/pareri non costruttivi ma fatti per mettere in cattiva luce o comunque generare insicurezze. Ma condivido quello che hai sottolineato: che scrivere è anche mettersi in gioco, perché in altro caso si scrive per se stessi. Tenendo sempre presente che uno scrittore è una Persona.
      E concordo anche per la parte successiva del tuo commento: la mia idea, espressa troppo laconicamente, era rivolta più che altro alla tendenza verso un'interpretazione unica della storia narrata e anche verso l'eventuale sicurezza da parte dello scrittore di aver reso tutto coerente (magari si salta un passaggio necessario, che per l'autore è ovvio...). Gli scrittori che citi sono di alto livello e richiedono un impegno discreto da parte di chi legge, che, sì, si deve sforzare! :D Infatti penso che non di rado il lettore scelga con scarsa consapevolezza (gusti, possibilità di impegno...) i titoli, da ciò buona parte delle critiche cattive (soprattutto sui social) che liquidano capolavori come Anna Karenina con due parole: polpettone rosa. Li avranno letti, poi, 'sti libri? XD
      Grazie mille per il contributo e per aver apprezzato! A presto, ciao ^_^

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  8. Sono precisazioni doverose, io ritengo il vostro blog, un ottimo rifermento per l'editoria indipendente. Il vostro impegno in questo spazio è superlativo e chi non vuole rispettarlo, non merita considerazione.
    Saluti a presto.

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    1. Grazie Cavaliere, il tuo apprezzamento è graditissimo *_* Ho voluto chiacchierare di alcuni "retroscena" sia per avere opinioni dagli amici che passano qui, sia per spiegare meglio il nostro modo di intendere segnalazioni, recensioni e rapporti con chi ci contatta, proprio per trasparenza.
      A presto e grazie ancora ^_^

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  9. Quanta amarezza Glò! Però hai ragione tu.
    Dedicate spazio e tempo a scrittori sconosciuti non per farvi belli ma perchè nel mare magnum di scribacchini si può trovare anche lo scrittore vero.
    Annichilisco di fronte al non saper accettare critiche. Non voglio dire che nessun è perfetto perchè banale anche se vero, ma se offri un tuo scritto alla lettura altrui non puoi pretendere che tutti si spertichino in lodi assolute. Per tanto bravo che tu possa essere ci sarà sempre qualcuno a cui non piacerà cosa hai scritto. E se te lo dice è vantaggio tuo. Può nascere quel dialogo che aiuta a capire cose a cui altrimenti tu o altri non avete pensato.
    Certo che le critiche devono essere civili ed educate e motivate così come il dialogo che può e deve seguire.
    Altrimenti non chiedere confronti a nessuno.

    ps mi ha fatto inorridire l'aneddoto raccontato da Sergio poco sopra.
    L'umiltà... questa sconosciuta

    pps tu sai che a me piacciono gli esordienti. Qui trovo una buona base per la mia ricerca continua di scrittori semisconosciuti :)

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    1. Ecco, Pat! Hai sintetizzato alla perfezione la "questione scrittori", nonostante io capisca che mettersi a nudo - in un certo senso - non sia facile, che le critiche a volte sono gratuite e non fatte per aiutare, che scoccia sentirsi sotto esame. Però se si capisse l'utilità del confronto, prendendo anche i rischi possibili, probabilmente tutti (scrittori, lettori, blogger) ne guadagneremo. Il senso finale del mio post è questo, perché mi pare che alcune volte si facciano critiche indirette al modo di fare di altri. E siccome ciascun blog è unico e impostato in un certo modo (volontariamente o meno), io credo che sia giusto tenerne conto (ovvero: pensare alle cose proprie senza stare a leggere la vita a chi fa in modo diverso da noi, cercando dietrologie folli).

      Purtroppo al momento qui sono attiva soltanto io, quindi anche le letture vanno a rilento (ma nemmeno troppo, eh): prima di tutto non posso e non voglio dedicarmi soltanto a segnalazioni/recensioni (esordienti o meno) e poi una delle regole è: leggo ciò che al momento mi ispira, perché se diventasse un obbligo, temo che anche i post sarebbero pessimi :P E così molti attendono XD
      Grazie mille Pat!!! ^_^

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  10. Trovo che per noi blogger che ci occupiamo di libi esporre chiaramente le condizioni di lettura/recensione o di disponibilità alla segnalazione sia doveroso, ma altrettanto doveroso sarebbe che chi aspira a farsi leggere da noi (attraverso una CE o direttamente come autopubblicato) prenda visione di questi comunicati. Purtroppo, per la mia esperienza, devo dire che di rado questo è accaduto e che conto i casi di reale interesse sulle dita di una mano: troppo spesso le richieste di recensione arrivano da autori che non solo non hanno mai realmente partecipato alle attività del blog o stabilito alcun contatto slegato dalla ricerca di promozione o che propongono libri che cozzano con quanto mi dichiaro disposta (anch'io puramente per gusto personale) a leggere, ma che chiedono pubblicità, anche senza allegare proposte di lettura. Ecco, quel che non sopporto è che il mio blog sia visto come una vetrina: a me interessa uno scambio autentico sui libri, sulle loro tematiche, sui personaggi, sullo stile, non intendo confezionare un mero annuncio pubblicitario. Quasi sempre declino le proposte di recensione proprio per evitare polemiche e discussioni che, a lungo andare, mi farebbero disprezzare l'attività di blogging: scrivo per rilassarmi, non per polemizzare, quindi preferisco scegliermi i libri e gli autori, anche a rischio di perdermi un grande libro.
    Forse sono andata un po'fuori argomento, ma è questo il genere di riflessioni che la lettura del tuo post ha acceso nella mia testa. :)

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    1. Secondo me non sei andata fuori argomento, ci sono persone che vivono tutto come una loro ed esclusiva vetrina. Io ho avuto esperienze in merito, per fortuna poche. Ho parlato di libri di persone che in alcuni casi conosco personalmente oppure di autori che in qualche modo ho apprezzato. Poi ci sono coloro che continuano ad avere rapporti e quelli che ottenuto lo spazio spariscono. C'è di tutto e un po', il web come la vita. Per fortuna l'attività di blogging è e resta anche incontro e scambio, divertimento e piacere, gli episodi negativi vanno ridimensionati e considerati per quello che sono:niente rivestito di nulla.

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    2. Ciao Cristina, il tuo intervento è assolutamente pertinente e direi che approfondisce ulteriormente quanto detto finora! Nel post ho accennato a varie questioni e speravo che stimolassero interventi personali, quindi puoi immaginare il piacere nel leggere il tuo e gli altri commenti.
      Il timore che il blog possa essere visto soltanto come una vetrina è ciò che ci ha motivato a tentare di trovare una soluzione: così è nato il manifesto Segnalando, che per adesso sembra funzionare. Ovviamente arrivano mail impersonali o semplici comunicati sulle nuove uscite, oppure richieste che stonano decisamente con quel che si fa in questo spazio: questi sono i guai, sì XD
      Il fatto che il blog sia strutturato in un certo modo per il momento ci evita discussioni e polemiche (tenendo anche conto di alcune scelte fatte: nessuna pagina Fb, meno visualizzazioni, ma utenza più interessata alla blogosfera e potenzialmente più attiva; realtà decisamente più "piccola" rispetto al tuo blog) e faremo il possibile perché sia sempre così :P

      Quello che importa è appunto comunicare e chiacchierare a proposito delle nostre passioni, con impegno e leggerezza! ^_^
      Grazie mille!!! ^^

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    3. @ Max: hai ragione, bisogna concentrarsi verso ciò che funziona al meglio e permette di condividere le nostre idee: il blog è un'opportunità che va gestita nel migliore dei modi in base a interessi, finalità e sensibilità personali, soltanto in questo modo dà soddisfazione e funziona!

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  11. Comprendo benissimo quanto scrivi, io ho dovuto scrivere nero su bianco che non effettuavo più recensioni su richiesta, dal momento che mi arrivavano numerose richieste in tal senso. Il più delle volte però queste richieste venivano da parte di gente che il mio blog nemmeno lo leggeva. Come ha detto chi mi ha preceduto ci sono scrittori che rispettano il lavoro del blogger e che sono interessati ad un vero scambio e quelli che invece vedono tutto solo come una vetrina a proprio esclusivo uso e consumo.
    Per questo preferisco selezionare le cose di cui parlare e privilegiare autori e opere con cui scatta il feeling.

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    1. Ciao Nick ^^ Immagino che la gestione di un blog come il tuo necessiti di maggiore selezione rispetto alle richieste varie che ti arriveranno :P Penso anche a livello quantitativo! Concordo con quanto hai scritto, ma trovo anche naturale che si debba in qualche modo compiere una selezione per garantire tutti, da chi segue il blog a chi contatta: a meno che l'impostazione non sia di totale collaborazione con CE e dunque il blog sia più che altro una vetrina (che sia chiaro: né mi scandalizza né trovo "immorale" questa scelta, semplicemente non fa per me, rispetto a quello che voglio fare sul blog). Se scrivo un post per "dovere", su di un libro che non mi interessa/che non è in linea col blog, credo danneggi me e chi me lo ha proposto :P
      E in ogni caso, si impara con il tempo a gestire al meglio: l'immobilità non è per i blogger! :D

      Grazie per il tuo intervento! ^_^

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  12. Si coglie tanta amarezza nelle tue parole. Non so se ciò sia dovuto ad un episodio specifico o se sia la summa di una serie di episodi, ma direi che è un particolare superfluo.
    Non posso portarti la mia esperienza perché quasi mai ricevo richieste di recensione o di presentazione... ma credo sia normale perché il mio blog difficilmente viene identificato a prima vista come un blog letterario. In realtà di libri mi capita di parlarne spesso ma non so se sarei capace di scrivere di qualcosa "on-demand". Se un libro, che rigorosamente mi sono scelto io, mi ha colpito allora ne parlo, viceversa taccio o a limite cerco di trovare dei lati positivi e li sviluppo.
    In questo modo che risulti tutto più spontaneo e questa sfumatura sono certo si percepisca da fuori. Una recensione come quella che ho fatto per Sergio Duma (che cito perché ho letto il suo nome qui sopra tra i commentatori) credo che, seppur nel suo piccolo, possa valere per l'autore di più di tante vetrine luccicanti. Io non sono capace di allestire vetrine: credo si noterebbe l'effetto-marchetta... per cui se posso (e posso) evito.

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    1. sergio l. duma7 ottobre 2016 11:46

      Mi inserisco solo sull'ultimo punto relativo alla tua splendida recensione del mio libro. Certo che l'ho trovata utile e per me ha avuto e ha tuttora un grandissimo valore.. non perché sia stata positiva ma perché sei stato in grado di evidenziare le tematiche e di descrivere le sensazioni che hai provato leggendomi, dettaglio che a me interessa più di qualsiasi altra cosa. Non posso fare altro che ringraziarti ancora e dire pubblicamente quanto apprezzi la tua attività di blogger e gli argomenti che affronti... e, credimi, non lo scrivo per piaggeria. :)

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    2. Ciao TOM! L'amarezza deriva da quello che complessivamente ho notato e noto: sono stata iscritta a gruppi di lettori, leggo molte pagine su Fb dedicate a libri, leggo molti blog (anche se non li seguo) e leggo grandi polemiche un po' più che occasionali. Nonché la brutta abitudine di non comunicare, assumendo posizioni di forza e chiusura e criticando anche indirettamente chi fa in altro modo.
      Prendiamo la questione della vetrina: non è un male in sé se onestamente è palese che un blog sia principalmente quello, può essere gestita in base alla tipologia del blog stesso, ma soprattutto chi decide di non proporla potrebbe evitare discorsi moralistici. Sono abbastanza seccata per la tendenza a leggere la vita altrui: non mi piace una cosa, non la faccio ma non mi metto a distribuire la mia saggezza a piene mani, capito il senso? XD
      Io non posso sapere perché un blogger fa una cosa o non la fa, può piacermi per simpatia e per come conduce il gioco, magari non condivido idee e modi, ma insomma... relazionarsi non è avere a che fare solo con chi la pensa come me, sarebbe contrario, opposto alla mia idea di far circolare le idee.
      Per quello che riguarda il presentare libri, noi lo facciamo ad alcune condizioni: che il titolo ci interessi, che la CE sia "virtuosa" e molto altro. Qui NON vendiamo nulla, diciamo: queste nuove uscite ci paiono interessanti e ve le segnaliamo (visto che si tratta di libri che NON hanno canali consistenti di visibilità). Sul decidere di leggere un libro e EVENTUALMENTE scriverne in un post, già ho detto abbastanza nelle risposte precedenti XD
      Perché appunto questo è un blog con una fisionomia precisa, nel quale non c'è nulla di sensazionalistico o diaristico. E diversificare è anche necessario.
      Nemmeno io potrei leggere strettamente "on demand", ma se mi vengono proposte delle letture, è come se andassi in libreria a curiosare: qualcosa mi ispira, decido di acquistarlo e lo leggo.
      Per quello che riguarda il tuo modo di scrivere su libri e autori, non credo possa passare per la testa a qualcuno che non ci sia assoluta onestà intellettuale! E appunto il discorso che fai sull'utilità di un post sincero rispetto all'utilità di una vetrina è centrale: sia per l'autore, sia per chi si sofferma a leggere sul blog.
      Grazie mille per il tuo contributo! ^^

      P.S.: ho visto il restyling *__* poi passo!!!

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  13. Ciao! Ho aperto Lifen da poco, quindi non mi è mai capitato di dover interagire con persone che mi chiedessero di sponsorizzare i loro prodotti (se non per un e-commerce di abiti da sposa, ma è tutto filato liscio come l'olio, anzi! Sono stati fin troppo pazienti!). Però purtroppo, e ribadisco PURTROPPO, il web è solo lo specchio della vita reale ed anche qui si trovano persone arroganti, egoiste e chi più ne ha più ne metta. E' così nella vita... passaci su... che è meglio!

    Un bacio, Luisa

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    1. Ciao Luisa, infatti come dici dipende tutto dal tipo di rapporto che si stabilisce! Anche a me per adesso è andato tutto benissimo: chi ha avuto uno spazio è stato paziente e collaborativo, non conto casi negativi.
      Concordo anche sul fatto che reale-virtuale sono strettamente connessi e che, con le debite differenze, cambia molto poco in quanto a comportamenti :P
      Grazie e un abbraccio!

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  14. Sarò più breve mia cara Glò rispetto agli altri, ma credimi non meno sentita.
    Quanto mi piaci quando sei così battagliera di classe come in questo post.
    Io non riesco vivo di pancia e sparo a zero, ma ..si c'è un ma...rispetto le idee degli altri anche se non le condivido. Meno male , non si è tutti uguali. E c'è una piccola cosuccia che questi signori del" io faccio quindi sono"dimenticano , esiste il gusto personale...(o sbaglio?)..almeno fino ad ora e quindi posso io misera mortale asserire che la " Divina Comedia " è una ca..ta pazzesca di Fantozziana memoria senza punto ferire. O arriverà l'Alighieri a domandar in dolce stil novo pretese?
    Un applauso e una abbraccio fortissimo!

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    1. Cara Nella, grazie mille, soprattutto per il "battagliera di classe", probabilmente immeritato, ma graditissimo!!! :D
      Hai centrato totalmente il senso del mio post: sarebbe auspicabile poter dare il proprio giudizio senza essere messi sotto osservazione e senza subire processi morali, soprattutto in determinate occasioni e ambiti. Le lezioni di vita sono intollerabili :P
      E concordo sul fatto che in un contesto non accademico si possa dire che la Commedia è una cagata pazzesca XD Secondo me Dante stesso si farebbe delle belle risate!
      La differenza che spesso non si coglie è tra opinione e valutazione letteraria/accademica: posso dire che un libro non mi è piaciuto pur riconoscendo la grandezza dello stile o altri pregi, oppure dire che mi è piaciuto pur non essendo un esempio di alta letteratura?
      Ecco... bisogna rilassarci tutti!!!
      Un bacio e grazie ancora ^_^

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  15. Secondo me voi avete una pazienza e una dedizione smodata, io non so come facciate :)

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    1. Guarda... è saturday night (ormai domenica ok :D), la butto in caciara e ti rispondo così

      https://www.youtube.com/watch?v=MmeWoKsc-ks

      Finita la parte ludica XD personalmente ti rispondo che l'impegno è ripagato ampiamente, per esempio anche con la risposta a un post come questo! Nel tempo si creano legami basati su stima, affinità, interessi comuni...
      Per quello che riguarda le "segnalazioni/recensioni", non abbiamo velleità di cambiare il mondo, ma se possiamo contribuire alla scelta di letture non troppo sponsorizzate dai canali "ufficiali" ne siamo ben contenti!
      Grazie mille ^_^

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  16. Anch'io, come altri commentatori, ho percepito un fondo di amarezza in quello che scrivi. Se posso portare la mia piccola esperienza, sto vivendo questo sentimento in modo molto forte proprio in questo periodo.

    Mi sono occupata di leggere manoscritti di autori che richiedevano un mio parere, trascorrendo molto del mio risicato tempo libero in questo che considero un impegno se fatto bene. Ho fornito una scheda circostanziata con i punti che funzionano e quelli che non funzionano, il tutto molto rispettosamente, e ne ho discusso spesso a tu per tu. Ho dato nominativi e contatti per presentazioni di libri. Il risultato è stato che otto volte su dieci la persona non mi ha quasi ringraziato, non sono stata nominata nella pagina dei ringraziamenti - non me lo aspettavo, ma non costa molto e io lo avrei fatto - e i nominativi sono stati intascati senza instaurare un circolo virtuoso di contraccambio. Detto questo, ho incontrato anche persone splendide e generose che si sono fatte in quattro per me in tutti i modi possibili e immaginabili, e persone che hanno viaggiato per otto ore in treno per consegnarmi una copia del loro libro e con cui ho un rapporto di amicizia autentico. Ma, ripeto, nella maggior parte dei casi tutti continuano a farsi gli affaracci propri e a scalare le vette della loro ambizione. In quanto a me, ho deciso di essere meno disponibile e anche meno ingenua per il futuro, salvaguardando il mio - ripeto - scarsissimo tempo libero con le unghie e con i denti.

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    1. Accipicchia Cristina! :O Quello che racconti è molto vicino a un impegno professionale, quindi si capisce che ringraziamenti e volontà di mantenere i rapporti (magari ricambiando...) dovrebbero derivare naturalmente. Il problema è anche quello dei tempi risicati, appunto, nonostante sia anche un piacere e si scelga volontariamente di prestarsi.
      Personalmente ho ben altre esperienze, meno impegnative, ma seguendo il panorama offerto dal web noto che gli autori che presentano i loro scritti pubblicamente (blog, forum, siti) in buona parte sono poco propensi ad ascoltare (a volte hanno pure ragione eh XD) le opinioni altrui, anche quando le richiedono loro stessi.
      Per quanto riguarda il blog, già in partenza - come scrivevo rispondendo ad altri commenti - esiste un filtro minimo, quindi il nostro compito è soltanto quello di leggere e raccontare le nostre impressioni.
      L'amarezza deriva dalla difficoltà della comunicazione in senso assai ampio e da certe chiusure che portano settori, gruppi ecc. a farsi una sorta di guerra preventiva :P
      Grazie mille Cristina per il tuo interessante contributo!

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  17. Proprio oggi sul mio blog ho affrontato l'argomento delle parole "inutili" delle perdite di tempo, dell'avvitarsi su se stessi che spesso mi capita di incontrare girovagando nel web.
    Ora, non so se ho capito proprio tutto leggendoti e se ho compreso a fondo la tua amarezza. Però la condivido e sostengo la tua tesi. Mi piace leggere, mi è capitato di recensire autori bravissimi anche se poco conosciuti e l'ho fatto in assoluta autonomia, sentendomi libera da ogni restrizione, solo per il gusto di far conoscere chi mi era piaciuto e mi aveva stimolato. Non tollererei ingerenze di nessun genere e per fortuna non mi è mai capitato. Così comprendo poco il supero Io di alcuni "autori" che non accettano le critiche. A mio parere, la critica è sempre positiva. Direi che in alcuni casi una bella pedata sarebbe cosa buona e giusta! Un abbraccio ragazza bella.

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    1. Cara Mariella, credo che il sentire sia il medesimo: sprecare la possibilità buona che offre il web per fare qualcosa di costruttivo, senza viverla in maniera assoluta si capisce. Ma anche quando ci sarebbe la potenzialità per un buono scambio, spesso si finisce a coltivare i propri orti e alla fine ci si rimette tutti.
      A me dispiace notare che ci sia una certa diffidenza verso autori italiani, determinati generi, autoprodotti e anche verso chi li presenta. Non sempre il marchio di grandi CE è garanzia di qualità.
      Ricambio l'abbraccio e buona settimana ^_^

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  18. Guarda, Glò, il mondo della scrittura e pubblicazione è molto complesso.
    Ti dico, io ho conosciuto diversi autori, più o meno famosi. Alcuni gentilissimi (una è una mia carissima amica), ma altri te li raccomando! Gente con un ego grosso come Giove. Persone meschine, antipatiche, stupide.
    In questo mondo incasinato navigo pure io. Provi a proporti in rete, in pochi ti danno attenzione. Chiedi di fare presentazioni per smerciare quei libri che hai (stupidamente) acquistato di tasca tua (perché ci credi) e se ricevi risposta, il 90% delle volte è no oppure ti fanno solo perdere tempo. Alle volte vieni pure trattato in maniera umiliante.
    Quest'anno ho fatto quattro presentazioni. In una non si è presentato nessuno, nell'ultima è venuta una sola persona, l'altra è fuggita quando ha sentito trattarsi di narrativa. Non solo non ci si guadagna nulla (cosa che mi è stato chiesto a un colloquio di lavoro), ma ci si perde pure. Grazie al mio secondo libro, sono pure in perdita, in aggiunta alle difficoltà economico-lavorative.
    Poi ci sono blog come il tuo, che sono una vetrina pazzesca. Io non mi oso nemmeno a chiedere segnalazioni o peggio recensioni (l'ho fatto un'unica volta e non è stato corretto da parte mia). Ecco perché mi ero inventato quella cosa dell'Arcani Tour.
    A me pesa quel blogger che fa finta di niente di fronte al mio libro come fosse un pezzo di spinacio incastrato tra i denti o quell'altro che mi dice per due volte che l'avrebbe segnalato e poi non lo fa e ti senti perculato o quell'altro che ti dice che scriverà una recensione "facendo crepare tutti d'invidia, perché non lo faccio mai e tu te la meriti perché non mi chiedi mai nulla".
    Per cui, al netto della maleducazione ed ego smisurato di alcuni, forse è un po' da capire l'esasperazione che si ha. E' difficile giudicare se non conosci la storia per intero.
    Scusa il papiro, in certi momenti ho il morale sotto le scarpe. :)

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    1. Ciao Marco, mi dispiace per il tuo morale ma non per il papiro :D
      Ovviamente l'esperienza personale è sempre difficile da raccontare e da capire pienamente, ma credo che determinate problematiche e disagi si possano tranquillamente intuire. Poi tu tocchi altri tasti che sono decisamente legati ai rapporti che si creano e qui entriamo in un territorio difficile, perché siamo persone e abbiamo difetti, caratteristiche, affinità o meno. Certamente la correttezza sarebbe il minimo sindacale richiesto.
      Guarda, nonostante tutto il mio post era ben poco riferito ad episodi che mi hanno direttamente coinvolta, ma più sull'osservazione di dinamiche generali. Io sono una persona attenta e curiosa, non passo e faccio fare pipì al mio ego e vado via. Ecco, quell'amarezza di fondo deve essere letta in questo senso.
      Ti ringrazio per le bellissime cose che hai scritto sul nostro blog, perché, credimi, a volte il morale a terra lo ho anche io ;)
      Ciao e grazie mille ^^

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